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Visita a Castro, in provincia di Lecce

Vista di castro (Lecce)

Castro: i suoi paesaggi, le sue grotte e il porto che accolse Enea

Incastonata nella splendida cornice della penisola salentina, all’interno di un arco di costa che abbraccia Otranto e Santa Matia di Leuca, sorge Castro, una cittadina dalla storia antichissima, ma che ancora oggi esercita il suo incredibile fascino sui turisti di tutto il mondo.Grazie alla sua collocazione geografica, alla buona conservazione dei suoi monumenti ed alla natura particolarmente curata e rispettata, Castro offre al visitatore un’occasione unica per riscoprire, oltre alle bellezze paesaggistiche, le radici della Magna Grecia e le tradizioni della cucina mediterranea divenendo così la località ideale per chi intende lasciarsi alle spalle le frenetiche giornate della quotidianità e trascorrere una deliziosa vacanza estiva, magari in uno degli hotel o dei villaggi del Salento, che appunto fanno capolino sulla costa.

Gli amanti della natura possono trovare nel Parco delle Querce, meglio conosciuto come Bosco dello Scarra, l’ambiente adatto per le proprie escursioni e passeggiate. Collocato ad ovest della cittadina e delimitato da muretti a secco, questo parco presenta lembi boschivi piuttosto rari da trovare lungo la fascia costiera salentina. Da qui il visitatore potrà apprezzare un panorama unico, in grado di abbracciare con uno solo sguardo cielo, terra e mare con tutte le diverse sfumature di colore. Proseguendo a nord-ovest si incontra una zona pianeggiante caratterizzata dalla presenza di lecci con tronchi maestosi capaci di superare il metro di diametro, mentre a sud-ovest il parco presenta una zona scoscesa e rocciosa, non del tutto accessibile. Interessante è il sottobosco con il biancospino, l’alloro, il nespolo selvatico, l’edera, la scrofularia e l’elleborine minore, un raro esemplare di orchidea.

Castro vanta anche la presenza di importanti grotte sulla costa. Particolare rilevanza ha la grotta Zinzulusa, considerata fra i dieci siti carsici del mondo meritevoli di tutela. La grotta, articolata in tre parti, presenta innumerevoli stalattiti e stalagmiti tanto da ricordare, quando i raggi del sole penetrano al suo interno, i “zinzuli”, termine dialettale da cui prende origine il nome della grotta e che viene utilizzato dagli abitanti del posto per indicare i panni stesi. Non lontano da essa è possibile visitare un’altra importante spelonca: la grotta Romanelli, un sito archeologico di notevole valore per la presenza di suggestive testimonianze di arte parietale risalenti al Paleolitico.  Vicino alle due grotte il turista può, nei mesi più caldi dell’anno, trovare modo di farsi il bagno e ristorarsi dalla calura estiva.
Castro, è bene precisarlo, non è una località balneare. La cittadina,infatti, pur affacciandosi al mare, sorge all’interno di un costone roccioso e non presenta spiagge, ma solo un porto costruito su due bacini: il Porto Nuovo ad est e il Porto Vecchio ad ovest. La rocca posta a protezione del porto, ben visibile anche oggi, fu eretta sotto la dominazione romana per proteggere l’arrivo delle imbarcazioni dai forti venti, invernali e primaverili, di Scirocco e Levante. Fu proprio in questo porto che Virgilio, nell’Eneide, raccontò dello sbarco di Enea in Italia, dopo la fuga da Troia. Non vi sono dubbi, oggi, sulla volontà del poeta mantovano di indicare Castro come il luogo in cui approdò l’eroe destinato a fondare Roma. Virgilio, infatti, descrive un porto dominato da un promontorio sulla sui sommità era eretto il tempo alla dea Minerva. Gli scavi effettuati nel 2007 e nel 2015 hanno evidenziato la presenza di un santuario e di una statua dedicata a Minerva risalente al IV secolo a.C..

Il centro storico e i monumenti religiosi da visitare

Non è possibile descrivere Castro senza accennare alle vicissitudini che hanno caratterizzato la sua storia. Fondata probabilmente dai cretesi, questa cittadina, divenne presto parte della Magna Grecia e conobbe il suo massimo sviluppo sotto la dominazione romana, che, dopo averla fortificata, le impose il nome Castrum Minervae. Assoggettata a Bisanzio, dopo la divisione dell’Impero Romano, in virtù della sua posizione strategica, attirò l’interesse di Alari, Ostrogoti, Vandali, Goti, Longobardi e Ungari fino all’unificazione del meridione dopo la conquista normanna e la successiva dominazione sveva. Presa dagli Arabi per 11 anni, contesa fra Bizantini e Normanni, nel 1103 Castro fu eletta Contea ritrovando un periodo fiorente grazie agli Aragonesi prima e alla famiglia Gattinara poi. Il breve excursus storico è necessario per comprendere la presenza di numerose e differenti testimonianze di carattere artistico e archeologico presenti in questa cittadina.

Il centro storico di Castro è racchiuso dalle mura dell’antica cittadella fortificata che, in origine, sviluppava la sua cinta per quasi 700 metri e che oggi, invece, presenta tratti di cortina alternati a case perimetrali. L’ingresso a questa parte più antica della città avviene attraversando la Porta Terra che, sebbene non presenti più l’originaria struttura, rappresenta l’unico accesso esistente. Ad impreziosire questo borgo edificato su un’altura rocciosa prospiciente il mare, oltre alla presenza di 4 torri lungo il perimetro e a svariati bastioni, si erge un maestoso castello. È proprio questa costruzione militare aragonese risalente al XII-XIII secolo ad attrarre a sé l’interesse dei turisti. Edificato sui resti di una rocca bizantina, il castello di Castro venne parzialmente distrutto a seguito dell’invasione turca nel 1480; solo nel XVI secolo, grazie all’intervento dei Gattinara, la fortezza venne restaurata attraverso la realizzazione di una pianta quadrilatera con 4 bastioni e un terrapieno. L’attuale struttura, tuttavia, è stata progettata dall’architetto Spannocchi che fece costruire l’imponente Torre Catalano, un bastione a protezione della Porta Terra e una cinta muraria a forma esagonale fortificata attraverso baluardi e torri di cortina.

Castro fu sede vescovile e, proprio per questo motivo, vanta monumenti religiosi di assoluta rilevanza come, ad esempio, la chiesa dell’Annunziata. Costruita nel 1171, con tutta probabilità, sui ruderi di un antico tempio greco, questa cattedrale ha perso lo stile romanico originario a causa delle continue ristrutturazioni che hanno modificato sensibilmente la sua struttura. Sede vescovile dal 1969, essa presenta una pianta a croce latina con un’unica navata. Al suo interno, oltre all’altare maggiore, realizzato in stile barocco, vi si possono apprezzare un bellissimo affresco di santa Lucia, un pulpito interamente in legno, un’urna contenente le reliquie di santa Dorotea, patrona di Castro, e un pregiato organo a canne del XVII secolo.
Adiacente al lato orientale della cattedrale è possibile visitare il Palazzo Vescovile, residenza dei vescovi di Castro fino alla soppressione, nel 1818, della relativa Diocesi. Il palazzo, ristrutturato più volte a partire dal XV secolo, è posto su due livelli.Oltre alla Chiesa del Santissimo Sacramento, di recente costruzione, e alla Chiesa della Madonna di Pompei, elevata a santuario nel 1895, meritano una visita i resti dell’antica basilica bizantina, edificata nel IX-X secolo su un impianto paleocristiano, che presenta tracce di affreschi rappresentanti sant’Onofrio, san Giovanni Battista e il Redentore.  

 

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